Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido (Albert Einstein).

Prima di sprofondare nel grande sonno voglio ascoltare l'urlo della farfalla (Jim Morrison).

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora (Haruki Murakami).

Non sono una donna addomesticabile (Alda Merini).

Il mondo che ti circonda è stato costruito da persone che non erano più intelligenti di te (Steve Jobs).

giovedì 14 dicembre 2017

Strange Days: un Capodanno apocalittico

                        


"Sei mai stato filocollegato?"

"Ora senti, voglio che tu sappia esattamente di cosa stiamo parlando. Okay? Questa non è come la TV, è un po' meglio. Questa è vita reale. Un pezzo di vita di qualcuno. Puro e integrale, dritto dalla corteccia cerebrale. Insomma, sei lì, lo stai facendo, lo stai vedendo, lo stai sentendo... Lo stai provando. Esattamente qualunque cosa tu voglia, chiunque tu voglia essere, okay? Insomma, se tu vuoi andare a sciare senza lasciare il tuo studio, puoi farlo, ma presumo che uno come te quando vuole andare a sciare vuole ad Aspen, non è certo questa roba qui che ti interessa! È la roba che non vuoi avere, giusto? Il frutto proibito".
la Redazione

Welcome to Mattei!


Ogni anno l’Istituto Mattei apre le porte ai ragazzi delle scuole medie che hanno la curiosità conoscere cosa si nasconde dietro le mura del grosso caseggiato bianco.
In realtà non ci sono misteri, il Mattei è un Istituto che vanta ben cinque indirizzi: liceo scientifico e liceo delle scienze umane, l’economico, il professionale e il tecnico.

Noi ragazze della 3ALSU ci siamo proposte di accogliere i ragazzi di terza media per aiutarli a scegliere l’indirizzo di studio che intraprenderanno l’anno prossimo.
Gli incontri sono stati nelle date 18 novembre e 2 dicembre ma ce ne sarà uno anche in data 20 gennaio e, per entrambi gli incontri già svolti, siamo state divise in più gruppi: un gruppo si è occupato dell’accoglienza, uno dell’approccio che ha il nostro istituto con la lingua inglese e un ultimo si è occupato, invece, di informare i futuri studenti sui nostri indirizzi.

Il gruppo che si è occupato dell’accoglienza aveva il compito di accompagnare i ragazzi e i rispettivi genitori nelle varie aule: i ragazzi sono stati portati nelle classi dove si spiegavano nel dettaglio le caratteristiche del liceo scientifico e di quello delle scienze umane, in base alle loro attuali preferenze; i genitori, invece, sono stati accompagnati nell’aula nella quale la professoressa Torricella spiegava le attività che i propri figli avrebbero svolto nel corso dei cinque anni scolastici.
Le ragazze che facevano parte del gruppo che si occupava dell’approccio con la lingua inglese, hanno mostrato ai ragazzi le varie possibilità che il nostro istituto metteva a disposizione per approfondire la lingua straniera: si è parlato delle certificazioni PET e FIRST e le varie esperienze all’estero come ad esempio lo scambio culturale con i ragazzi olandesi, per quanto riguarda le classi terze, e gli stage linguistici a Dublino, Londra e Edimburgo per le classi quarte.

In particolare, noi, avendo partecipato allo scambio con i ragazzi olandesi che si è tenuto in ottobre, abbiamo potuto spiegare al meglio questa esperienza.
L’ultimo gruppo, ovvero il gruppo che si è occupato di informare i ragazzi sugli indirizzi nello specifico, ha appunto illustrato l’indirizzo di propria competenza: noi ragazze di scienze umane abbiamo mostrato loro i progetti svolti durante gli anni scolastici, il quadro orario con le rispettive materie e alcune informazioni di vario genere sul nostro indirizzo; i ragazzi del liceo scientifico, invece, hanno svolto alcuni esperimenti di chimica che hanno fatto anch’essi durante gli anni precedenti.

È stata aperta in questo periodo anche una mostra fatta dalle classi quinte del liceo scientifico dal titolo “sfere, bolle, palle, globi” mostrata anch’essa ai ragazzi e ai genitori.
Speriamo di essere state utili per la loro futura scelta poiché, essendo state anche noi nella loro stessa situazione pochi anni fa, sappiamo quanto possa essere difficile intraprendere questo tipo di scelta e abbiamo voluto essere il più chiare possibile per orientarli al meglio in questa importante decisione.

 Valeria Granelli 3ALSU
Martina Strippoli 3ALSU


Capolavori – spot - in Villa


“La pubblicità emoziona, innamora, seduce. Suscita emozioni. Un chilo di pubblicità può contenere 999 grammi di razionalità, ma brillerà e si distinguerà per il suo grammo di follia”. 
Se l’aforisma di Luis Bassat (uno dei più famosi pubblicitari che ha dato vita alla Bassat Ogilvy, agenzia pubblicitaria spagnola), fosse uno spot farebbe da apripista al Carosello.

Le classi del Mattei che, il 23 novembre scorso, hanno visitato la mostra presso la Fondazione Magnani-Rocca – la ‘Villa dei Capolavori’ a Mamiano di Traversetolo presso Parma, un tempo sontuosa dimora di Luigi Magnani e poi trasformata in casa per un museo riguardante la pubblicità, erano la 3BLSU, 4ALSU e 5ITE, tutti ragazzi decisamente troppo giovani per conoscere la trasmissione televisiva della Rai, mandata in onda dalla fine degli anni ’50 fino al 1977 in cui, tra una serie di sketch divertenti erano trasmessi dei messaggi promozionali. Oggi il Carosello compie 60 anni e diventa un francobollo a tiratura limitata di 95 centesimi.

Una notizia questa che mi è apparso doveroso dare, vista la storia della pubblicità italiana mostrata appunto durante la visita didattica.


All’ interno del museo è stato possibile vedere la storia della pubblicità, dagli albori fino a tempi più recenti. Opere di raro pregio, pensate e dalle grandi menti che hanno fatto della pubblicità la loro arte. Cappiello, Dudovich, Mauzan; Boccasile; Codognato, Carboni, Nizzoli, Testa, sono solo alcuni dei maestri delle prime grandi agenzie pubblicitarie.

Un mondo quasi magico, fatto di arte pittorica ma anche di capacità manipolativa: è importante capire come si possano influenzare le persone a pensare e ad acquistare, solo utilizzando disegni e colori.

Anche adesso la pubblicità gioca di psicologismi e di attenzione a quello che il maestro della psicoanalisi, Sigmund Freud, ha individuato come inconscio.

La comunicazione è un mondo fatto di simboli e vendendo le opere esposte è stato possibile cogliere le varie filosofie di pensiero dei periodi storici in cui sono state realizzante. Sociologia e antropologia, due scienze che aiutano davvero tanto a cogliere cosa si cela dietro un semplice messaggio promozionale.




Alessio Barbieri 3BLSU

Empower Students with Entrepreneurial Skills: i tecnici del Mattei saranno i futuri imprenditori


Empower Students with Entrepreneurial Skills è il titolo del nuovo progetto Erasmus+, il programma per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport, approvato e finanziato dall’Unione Europea e a cui partecipano le scuole partner di tutta Europa (Portogallo, Regno Unito, Romania, Polonia e Finlandia). 

Il progetto è volto a promuovere le competenze imprenditoriali e lo spirito d'iniziativa tra i giovani.

Ogni mobilità prevede una serie di attività/laboratori sul tema. Al progetto hanno partecipato alla mobilità in Romania alcuni studenti delle due 5^ ITE e della 4^ ITE e avevano il compito di progettare un business ecosostenibile, riciclando materiale di scarto. 

Dopo aver analizzato e confrontato i contesti socio-economici e culturali delle aree di provenienza, gli studenti daranno vita a laboratori transnazionali di imprenditoria creativa,  alternando le attività  in mobilità virtuale, con l’ausilio delle tecnologie per la comunicazione a distanza, ad incontri di lavoro presso le scuole partecipanti, con la formula dello scambio di ospitalità tra famiglie.

 qui sotto il link del blog erasmusentreprneu


martedì 12 dicembre 2017

“Cammelli a Barbiana”, un’ opera teatrale che incanta gli studenti del Mattei


I ragazzi del Liceo in visita a Parma per assistere al monologo su Don Milani e la scuola di Barbiana


Qualcuno si chiederà chi abbia portato dei cammelli sui monti del Mugello e a quale scopo lo abbia fatto: ebbene di seguito troverete svelato il mistero…

A conclusione del progetto “La classe che vorrei”, le classi 2°A e 3°B del liceo scientifico, il 6 Dicembre, si sono recate a Parma per assistere, presso il Teatro al Parco, allo spettacolo teatrale “Cammelli a Barbiana”.
L’opera, a cui i ragazzi hanno assistito, è un monologo scritto a quattro mani da Francesco Niccolini e Luigi D’Elia e interpretato da quest’ultimo, mentre la regia porta la firma di Fabrizio Saccomanno.
La storia che narra è quella della scuola “utopistica” che Don Milani fondò nei lontani anni cinquanta sui monti del Mugello. D’Elia senza l’aiuto di scene e costumi, per sessanta minuti, porta sul palcoscenico un Don Milani intenso e commovente e cattura l’attenzione degli spettatori che in un batter d’occhi si trovano catapultati a Barbiana, dove la scuola non ha programmi e schemi ma tanta voglia di insegnare a tutti, facendo diventare diligenti scolari, anche i ragazzi più svogliati.   Qualcuno si chiederà cosa centrino i cammelli in tutto questo; ebbene i cammelli centrano eccome perché don Milani che proveniva da una ricca famiglia fiorentina entrò in seminario e diventò sacerdote perché impressionato dalla celebre frase del Vangelo che dice:  “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli.” Così, don Milani, con il suo impegno nella diffusione della cultura, anche tra i ceti più poveri e disagiati, quel cammello e quel ricco li ha fatti entrare dove nessuno avrebbe mai pensato potessero entrare. Una bellissima esperienza che infonde nei ragazzi la voglia di vivere la scuola con più impegno ed entusiasmo e magari in qualcuno farà nascere anche il desiderio di andarsi a leggere “Lettere ad una professoressa”: libro scritto dai ragazzi della scuola di Barbiana per conoscere un po’ meglio sia la figura di Don Milani che il suo progetto scolastico.                                          
Zaltieri Castellana Fulco 2°A L.S

lunedì 11 dicembre 2017

Help, help, help: pensierini di Natale facili... da pensare!


Ebbene sì, è quasi arrivato quel momento in cui i regali che desideri potranno essere esauditi, oppure inizia il periodo di grande panico.
Ma cosa regalerò alla mamma? E al papà?
E agli amici?
C’è anche il moroso: che fare?
I soldi sono sempre pochi.  
Niente panico, sono qui proprio per consigliarvi dei regali da fare.
Cliccate i link e vi si aprirà una pagina Youtube con i video delle idee regali economici.
Spero di esservi stata d’aiuto e…
Buon Natale!

Suha Marmash 1ALSU

L'evoluzione del pallone da calcio


Welcome or welcome back ragazzi e ragazze. Oggi sono qui per presentarvi un argomento che potrebbe stranirvi: l'evoluzione del pallone da calcio. 
Ebbene sì, la palla da calcio non è mai stata regolare. 
Partiamo innanzitutto dal fatto che il pallone da calcio, anche in passato, ha sempre avuto delle regole da rispettare. Le prime regole vengono istituite nel 1872: si decide che l’oggetto da calciare dovrà essere sferica, con una circonferenza di 27-28 pollici (circa 68-71 cm).
Questi principi sono ancora in vigore.

In passato c'erano due tipi di palloni: quelli realizzati con la parte del dorso - compresa tra i lombi e la coda -  della mucca, e quella realizzata dalla spalla dello stesso animale. In seguito, i palloni avevano diciotto sezioni, tutte unite tra loro, sia dentro che fuori.
A causa del materiale e del tipo di fabbricazione, i palloni risultavano molto pesanti anche perché, a contatto con l'acqua, il pallone assorbendo appunto l’acqua diventavano davvero pesanti. Tanto è vero che molti calciatori evitavano di eseguire tiri di testa. 
Un altro step dell'evoluzione della palla da calcio è il colore: all'inizio era marrone. Negli anni ‘50-'60, l'azienda Mitre inventò una vernice spray bianca e arancione per colorare i palloni. Il problema dell’assorbimento, tuttavia, restava. 
Nel 1960 arrivò un pallone totalmente sintetico che eliminava il peso dell’acqua. Nel 1960 venne prodotto il Telsar, marchiato dall’Adidas, ovvero il primo pallone ufficiale della Coppa del Mondo.
Nei primi anni della Premier League l’azienda Notre inventò il pallone Ultrimax, riuscendo così ad aumentare la velocità del pallone del 25 per cento.
Il pallone Jabulani (marchiato Adidas) dimostra – però –  che la velocità del pallone non sempre è sinonimo di qualità del gioco del calcio. Questo pallone è stato fatto con otto pannelli (invece che quattordici), collegati tra loro da una termo-saldatura e non cuciti a mano: ciò renderebbe il pallone più rotondo e ancora più preciso. Eppure, questa palla fu criticata dagli addetti ai lavori perché, secondo molti portieri, cambiava direzione sembrando quasi “telecomandato”.

Dal vecchio Mitre al nuovissimo Ordem, targato dalla Nike e siamo ai giorni nostri. Questo, costituto da dodici pannelli fusibili e saldati in un sistema involucro a tre strati, dà al pallone una forza, ma soprattutto, una traiettoria più stabile: addio, quindi, ai palloni telecomandati, grazie alle scanalature Aerea Trac, che permettono di afferrare e incanalare l’aria per produrre la traiettoria di volo più reale e consistente.



Suha Marmash 1ALSU